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"Le Mie Lenzuola” – Silloge poetica e pittorica di Pietro Cosentino (In arte Picos).





Pietro Cosentino, è nato a Palermo nel 1941, dove è tutt’ora residente. Una vita, la sua, dedicata alla docenza universitaria di Geofisica applicata e ad altre discipline scientifiche, ma non dimenticando mai, nei suoi percorsi scientifici e di vita, di farsi accompagnare dalla cara valigetta del pittore e disegnatore, arte in cui ha espresso il meglio di sé, sicuramente il meglio della sua fantasia e creatività. Ma in vero è stato anche un buon attore, ha avuto piccole parti in alcuni film, dimostrando così la sua versatilità artistica, tanto che negli anni ’80 del secolo scorso, ha manifestato la passione del poetare, scrivendo fino ad ora circa centoventi poesie, in cui racconta gli angoli anche più segreti della sua vita e le sensazioni dell’osservare lo spazio, i posti e le persone che lo circondano e che nel tempo hanno avuto un significato per la sua esistenza. Pietro Cosentino è oggi alla sua terza silloge poetica, l’ha confezionata come un album pittorico, sono oltre quaranta poesie, accompagnate da altrettanti lavori d’acquerello e disegni a penna e carboncino, in cui la parola poetica si integra perfettamente con l’estro pittorico, ed in cui risalta il gusto di fissare i particolari, che spesso sfuggono alla vista distratta dei più, mentre sono per Pietro  i punti da cui partire per sviluppare un discorso artistico. Un connubio virtuoso quindi in cui l’intera arte di PICOS ne esce esaltata. In definitiva, l’album-silloge “Le Mie Lenzuola” è una bellissima pubblicazione, edita dall’Associazione Culturale “Fogghi Mavvagnoti” (Fogli Malvagnesi) di Malvagna (ME) e Messina. 

In premessa la silloge è dedicata ai suoi cinque figli verso i quali Pietro nutre un amore incondizionato, essendone da loro ricambiato ed ai quattro nipoti, con un pensiero per le compagne della sua vita che con una nota di sottile malinconia, lui ricorda nella dedica: donne, confessa, che lo hanno “sopportato” e “supportato”, impareggiabilmente, durante gli ultimi sessant’anni della sua esistenza. 

Pietro scrive prevalentemente, nel dialetto siciliano di Palermo, quello colto, mentre le traduzioni in Italiano, sono delle vere e proprie poesie. 

La poetica di Pietro Cosentino è gradevole e lineare, senza artifizi e fronzoli intellettualistici: ogni verso è conseguente all’altro, i versi sono sciolti e liberi senza spigolosità o inceppi di sorta, lui ricerca il ritmo nella naturale cadenza delle parole, evidenziando i particolari della sua osservazione, rendendo così immediata l’interazione tra poeta e lettore.


Le poesie di Picos sono tratti di vita, brandelli d’esistenza, il tutto ricordato spesso con grande sincerità e trasporto, come se uscissero dalla bocca di un bambino, perché in poesia, sottolinea, si deve sciorinare “le proprie lenzuola” senza infingimenti o mediazioni, raccontando la verità. Ed in lui vive ancora quel bambino, pieno di meraviglia e curiosità che scorrazzava per il giardino della villa di famiglia di Mondello o che scendeva in spiaggia per inebriarsi di mare.


Ecco alcuni brani di sue poesie:


LA PAMPINA


Talia la pampina ca voli stari

‘ncuddata a lu ramu chi l’addivau

a cuminciari di quannu nasciu:

idda s’assista e si metti di tagghiu

quann’è ca lu ventu ciuscia chiù forti.

La pampina nun sapi, puviredda,

ca ‘u ramu stissu si putissi siccari (…)


Ed in Italiano:

LFOGLIA


Guarda la foglia che vuole stare

attaccata al ramo che l’ha nutrita

a partire da quando è nata:

lei si sistema e si mette di taglio

quando il vento soffia più forte.

La foglia non sa poverina,

che il ramo stesso potrebbe seccare (…)


 VAI CUORE MIO:


Vai cuore mio

pur se ormai sei più vecchiotto

e la fatica ti pesa,

vai leggero nel vento

come quando eri fanciullo

e mi affacciavo alla vita. (…)


Infine mi aggrada pubblicare per intero una sua bella poesia “Sutta u marciapedi”, contenuta in “Le Mie Lenzuola” in cui Pietro Cosentino esprime tutto il suo ribrezzo e la sua inappellabile condanna per un femminicidio, dimostrando, ancora una volta, il suo senso di giustizia ed il suo profondo rispetto per le donne, sempre più vittime di efferati delitti:



Buttato, acquarello e pastello 17x13 - di Picos.


SUTTA U MARCIAPEDI (Sotto il marciapiedi)


Jittata docu, sutta ‘u marciapedi,

cu la vesti sfardata e munciuniata

comu si fussi nu paraqua ruttu

oppuru ‘na buttigghia già bivuta.

Non ti vrigogni tu, pezzu di fangu

ca nni facisti carni di macellu?

Ora t’u dicu iu, chidda è to matri,

chidda è to soru, chidda è figghia to’.

Sulu accussì forsi po’ capiri

‘u mali ca facisti a dda criatura

senza nudda crianza né rispettu,

circannu sulu di faru sfuari

tuttu l’armali ca c’è dintra a tia.

Cu la raggia muntata e la viulenza,

tutta la furia e la priputenza

di la bestia attizzata e stuzzicata,

senza ntillettu e senza nuddu frenu,

tu ti jittasti supra dda criatura

ca nun avia né culpa né piccatu.

E ora chi tu la ricanuscisti

chianci la matri, la soru, la figghia.

Ma ora è tardi, lu tempu vulò

arristò sulu nu lenzolu jancu

e lu to’ chiantu junci finu i stiddi.

Pietro Cosentino(Picos)©


Traduzione in Italiano:


SOTTO IL MARCIAPIEDI


Gettata là, sotto il marciapiedi,

con la veste strappata e sgualcita

come se fosse un ombrello rotto

oppure una bottiglia già bevuta.

Non ti vergogni tu, pezzo di fango,

che ne facesti carne da macello?

Ora ti dico io, quella è tua madre,

quella è tua sorella, quella è figlia tua.

Solo così, forse, puoi capire

il male che facesti a quella donna

senza nessuna creanza né rispetto,

cercando solo di fare sfogare

tutto l’animale che c’è dentro te.

Con la rabbia montata e la violenza,

tutta la furia e la prepotenza

della bestia eccitata e stuzzicata

senza intelletto e senza alcun freno,

ti gettasti sopra a quella donna

che non aveva né colpa né peccato.

E ora che l’hai riconosciuta

piangi la madre, la sorella, la figlia.

Ma ora è tardi, il tempo è volato

rimase solo un lenzuolo bianco

ed il tuo pianto giunge fino alle stelle.

Pietro Cosentino(Picos)©


Scritto da Antonio Cattino Aprile 2021

                                           PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

Venerdì 23 aprile  2021 ore 18.30-19.30   si effettuerà la diretta della presentazione del libro di Pietro Cosentino  (Picos) “Le mie lenzuola”  edito  da Fogghi  Mavvagnoti dicembre  2020 . Dialogheranno in remoto con l’Autore la prof.ssa Maria Antonietta Spadaro storica dell’arte,  il prof. Tommaso Romano critico e scrittore e la prof.ssa Maria Gloria Calì  esperta in didattica del paesaggio.

Sarà possibile seguire l’evento cliccando sulla pagina Facebook  di Spazio Cultura libreria Macaione https://www.facebook.com/spazioculturalibriInfo:  Spazio Cultura  tf 0916257426  cell 3384656633

Si ricorda inoltre che Pietro Cosentino  salvo nuovi DPCM e ulteriori restrizioni imposte dal Covid 19  sarà disponibile in libreria dalle 17.30 alle 19.45 per firmare copie del libro e  scrivere la dedica a chi la desiderasse.







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