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Il tempo del Corona Virus-19 vissuto con la Poesia di Antonio Cattino.- Con una recensione del prof. Giuseppe Rando.

                                                                          Dal Web-solo a fini culturali, non commerciali.

Questo periodo dominato dalla pandemia da Corona Virus 19, in cui dallo scorso gennaio ci siamo ritrovati ed immersi, nostro malgrado,  ha segnato profondamente la vita di ognuno di noi: il confinamento che ne è seguito, ci ha messo in rapporto con il nostro "io interiore", ma soprattutto ci ha fatto riflettere sulla fragilità della vita umana e sulla sua finibilità. Io personalmente ho trascorso un periodo di solitudine attiva, leggendo e scrivendo poesie e qualche racconto, ma anche cercando di dare ordine alla casa in cu vivo, sistemando le carte, tenendo rapporti telefonici con gli amici. In questa “plaquette” per il Corona Virus vi sono quattro poesie, scritte in lingua italiana, ne rimangono altre scritte in Siciliano, che daranno corpo ad un’altra pagina del Blog. 
In pratica ho tenuto una sorta di diario del “lockdown” di cui le poesie rappresentano le stazioni più significative e nelle quali, credo, tanti dei miei amici si riconosceranno. 
Queste poesie le ho fatte leggere al prof. Giuseppe Rando, italianista e critico letterario, e lui gentilmente mi ha scritto un parere che mi rende felice e mi onora: 
— Antonio Cattino non è un esteta, ma un poeta autentico che fa della poesia – dei modi, dei ritmi della poesia – lo strumento espressivo privilegiato per dare vita a sentimenti, sogni e bisogni (anche sociali) suoi e della migliore generazione postbellica.

In questa plaquette di quattro liriche, fissa con immagini di nitida, realistica, dolente bellezza le sensazioni e i pensieri che lo hanno accompagnato nei tempi del Coronavirus, con una, tuttavia indomita, prospettiva di rinascita.
- Giuseppe Rando -





SILENZIO PROFONDO (Primo risveglio de “Io sto in casa”)


Mi sveglia un silenzio profondo,
profondo come l’abisso del mare,
glaciale, se pur un timido sole
guadagni le strade e le case.
Silenzio a volte squarciato 
da sirene piangenti
che gridano il loro dolore
e poi il silenzio riprende.
La mia vicina, 
dal balcone di fronte,
mentre appende i suoi panni,
mi sbircia traverso
poi si rintana 
serrandosi dentro.
Scende il fruttaio
col viso bendato
i guanti calzati:
— igiene lo vuole…
Cammina verso il suo chiosco
con lento avanzare.
Le auto restano ferme
coperte di brillii di rugiade,
nessuno viene a spostarle,
riposano in pace.
In volo radente i gabbiani
irrompono con lunghi stridii,
discorrono, si scambiano sberleffi,
non hanno rumori d’intorno,
vanno ai luoghi del pasto,
lasciano il mare.
Tre passi fa la vecchina,
si ferma procede, si ferma,
erge lo scarno suo collo,
guardandosi intorno,
scuote la testa attonita,
mi guarda e bisbiglia
con sommesso stupore:
— non è più la vita.
Antonio Cattino© 13/ marzo/ 2020



Silenzioso solitario isolamento in epoca di corona virus-19


Mi alzo rotolando le ossa
da un lato all’altro del letto,
scatarro tossisco maledico!
Non è il CoronaVirus ma il vizio.
In bagno controllo il mio peso:
sessantaquattro chili,
Peso forma!
Mi viene in mente una mia ex
di cui ero perdutamente innamorato:
— Mi sei leggero! 
Mah… Continuo a non capire le donne.
Entro nella sala-studio,
la illumino con la luce del giorno
meravigliato mi guardo in giro
non trovo più il disordine
che per anni mi aveva accompagnato,
la polvere è sparita, vetri e metalli 
sono passabili… e va-hi!
L’isolamento ha avuto i suoi frutti
sono diventato ordinato!
— In questa casa ci vorrebbe
la mano di una donna!
Mi disse una,
la guardai di sbieco 
- quando se ne andò
la salutai col calore 
dell’ultima volta
e non la vidi più.
Sorbisco il caffè, 
accendo la radio, 
fumo la prima bionda
della giornata, 
tossisco, faccio la prova respiro;
lo trattengo bene (10 secondi)
la radio dà il bollettino
positivi ricoverati-guariti terapizzati
defunti, anziani, per lo più 
con altri problemi, 
di morti anziani senza problemi 
non ce ne sono:
che gioia!
Questo Corona virus-19
sta diventando una  livella!
Ci sta facendo diventare più umani
e  più solidali, spero solo che questi 
sentimenti entrino nel cuore e 
si fissino lì,
dandoci nuova aurea,
un nuovo DNA;
vederci in fila normativamente
distanziata, in silenzio e curvi,
in atteggiamenti pensosi,
ci fa bene, 
lo vedremo dopo,
Intanto rimaniamo in casa
e la sera guardiamo le stelle
ognuno di noi ne ha una, 
fatti siamo entrambi 
della stessa pasta.


Antonio ©21/04/2020






E poi i mesti trasporti notturni deì morti in solitudine:



FARFALLE INCOLORI

Cieche farfalle incolori
ascendono lentamente
da lievi ali sospinte,
trasmigrano ordinate
verso i tristi forni dell’oblio.
Non un saluto, né un pianto.
né un fiore;
svaniscono in maledetta solitudine.

Ed io pensieroso e commosso,
mentre ignare le rose
continuano a sbocciare,
 rimango con i miei perché.


Antonio Cattino© 20/05/2020









RINASCENZA

Si torna a sciamare per le strade
al caldo sole dopo le clausure;
i fiori ignari riprendono a sbocciare
colorano le piazze ed i balconi,
spargendo nell’aria i consueti odori.
Ma io rimango fermo a contemplare
il battito leggero delle onde
d’un mare che mi riporta col pensiero
negli angoli più belli dei miei sogni:
altro non posso fare se non sperare
che il male che tanta morte ha seminato
ritorni nei suoi ambiti, si diradi;
che l’umanità ritrovi il senso della pace,
sotterri arco e frecce e costruisca 
granai in ogni luogo ed ad ogni uomo
dia la dignità dell’esistenza.
In questo tempo strano, a volte grigio,
nuovi pensieri abbiamo coltivato,
finitezza della vita forse abbiam compreso,
come il potere bieco che l’uomo schiaccia,
concependo di durare oltre la vita. 
L’amore è l’eterno luogo, il bel mistero
che aleggia su ogni attimo vitale,
nel moto d’infiniti astri, come nell’uomo,
sulla natura intera, sull’esistenza.
L’uomo, la Terra e la Creazione,
hanno la loro essenza nell’Amore.

Antonio Cattino© 27/05/ 2020


Dal Web-solo a fini culturali, non commerciali.







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