Antonio Canova - Donne Piangenti.
In occasione del disastroso evento del terremoto del 26 Agosto scorso, che ha colpito alcuni Comuni del Centro Italia tra
cui Amatrice, Accumoli ed altri, ho scritto queste tre poesie, come fatto di vicinanza alle sofferenze, ai disagi inenarrabili ed al dolore in cui versano le popolazioni interessate. Questo trittico fissa quindi il momento della sofferenza, tappa obbligata imposta da ogni sconvolgimento della natura che colpisca la vita dell' uomo. Oggi però con dignità queste popolazioni guardano al futuro, conservando nel loro intimo il dolore, la voglia di rinascita e di una nuova vita, sta prendendo il sopravvento, la speranza dovrà essere supportata oltre che dalla solidarietà umana degli italiani, da una presenza e da un ruolo dello Stato più fattivi ed efficienti. Antonio Cattino.
CI SONO GIORNI
Ci sono giorni consacrati al pianto
quando il dolore travalica dai sensi
e gli occhi si riempiono di lacrime
vincendo ogni intimo ritegno;
sono i giorni in cui ti senti parte
d'umanità piegata e sofferente
e più non pensi ai tuoi momenti
nè al destino tuo che ti attende;
ma piangi e nel piangere converti
la tenerezza di lacrime silenti
in forza per una nuova convivenza;
Un volo verso nuovi orizzonti
ove il tuo particolare angusto
s'annulla nel mistero dell'Universo.
Antonio Cattino @25 /08 / 2016
LACRIME
Si, il triste pianto ha raggiunto le stelle
per queste amare morti che invocano pietà
e pietà hanno avuto sotto gli archi di marmo
che hanno retto al folle mortale tremore;
e carezze ed abbracci di regale umiltà
di potenti che ridiventano uomini
nel comune sigillo di un dolore sincero
si, per un giorno davanti ad umili bare;
le più piccole , tante, di bianco laccate,
una madre disfatta il suo pianto cosparge
su pupazzi di stoffa e squaletti di panno
abominio d'un secolo che procede compagno
di trista signora che vite anzitempo pretende
per le case del mondo alle porte bussando.
Quante morti sbagliate prosciugano lacrime
rammentando ai potenti loro essenza mortale !
Antonio Cattino @ 30 agosto 2016
DOPO IL PIANTO E LE LACRIME
Sospiri in insonni notti sotto le tende
in freddi campi di sangue contaminati
improbabile riposo dopo il vagare lungo
in diurna lotta per un tempo dignitoso;
sentire i lamenti di vecchi senza figli
lasciati sotto quelle pietre maledette
o di piccini che cercano i giochini
smarriti insieme a quei visi conosciuti;
non c'è lo Stato, se per poche cose
non c'è la forza di una mano ferma
che porti serenità alle persone;
Si sente un abbandono che sa di muffa
frammisto a polvere che sale da rovine
che biancheggiano al chiarore della luna.
Tutto è sospeso nella notte nera
anche le stelle nascondono il brillio.
Antonio Cattino 31/ 08/ 2016
|
Commenti
Posta un commento